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Quanti tipi di sale esistono (ma bisogna comunque moderarne l’uso)

La nutrizionista ci incoraggia a diminuire il sale, tutte le norme sulla prevenzione dei problemi ipertensivi fanno lo stesso, eppure è difficile rinunciarvi del tutto. Possiamo però ridurlo e imparare quanti tipi di sale esistono per scegliere in modo più consapevole.

Il sale da cucina comune è bianco, è raffinato ed è quello che conosciamo tutti e troviamo in ogni supermercato. È salgemma e può essere grosso o fine, ma sempre il solito sale è. Poi c’è il sale marino che invece si estrae dall’acqua del mare, come lascia intendere il nome. Anche questo è un sale molto noto e diffuso e lo usiamo abbondantemente. Ma cos’altro c’è sul mercato?

Il fior di sale è derivato anch’esso dal sale marino ma si ottiene dalla sottile formazione di sale che si forma sulla superficie dell’acqua. Si raccoglie manualmente, non è raffinato né addizionato e non passa attraverso il processo industriale tradizionale a cui è sottoposto il sale comune. Ha un sapore più delicato e contiene meno sodio.

Il sale iodato è addizionato con iodio e si consiglia in genere a chi deve integrare questo elemento in particolare. Generalmente si usa aggiungere lo iodio al salgemma perché il sale marino ne contiene naturalmente piccole quantità, anche se in concentrazioni minori rispetto al sale iodato.

Nel caso del sale fluorato invece viene aggiunto il fluoro per arricchire la dieta di questo elemento nel caso ne sia carente. Si trova molto più raramente del sale iodato ma come quello è molto ricco di sodio quindi va comunque moderato.

Il sale Sanchal, noto anche come sale viola o sale nero dell’India, ha una finitura grezza e un sapore sulfureo. È di origine vulcanica e ha un colore grigio rosato. Contiene poco sodio dunque è più indicato per chi tende a soffrire di ipertensione.

Il sale nero in scaglie è appunto di colore nero perché si trova unito a carbone attivo. Il sapore è lo stesso del sale marino, e come quello è ricco di sodio, ma è appunto nero e si usa soprattutto per decorare i piatti.

Il sale dell’Himalaya, infine, è un sale non raffinato dal colore rosato, costituito quasi interamente di cloruro di sodio. A livello di utilizzo non si distingue dagli altri tipi di sale, ma va triturato perché di trova in grani.

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