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D’estate si fa woga, lo yoga in acqua

Sono sempre di più gli italiani che scoprono i benefici dello yoga e scelgono di continuare a praticare una disciplina spesso scoperta per caso o per moda. Il controllo del respiro, l’aspetto meditativo, i movimenti dolci insieme al profondo lavoro muscolare sono tutti vantaggi che è difficile abbandonare dopo averli sperimentati.

Visto che d’estate il caldo colpisce duro perché non provare a unire yoga e mare? O yoga e piscina, se del caso. Si chiama woga l’evoluzione della disciplina che si fa in acqua unendo i vantaggi della prima ai benefici della seconda. Effetto moltiplicazione, insomma.

L’idea non è davvero recente, esiste sin dagli anni Ottanta quando la disciplina ibrida fu immaginata per la prima volta in California. In Italia non è ancora molto diffusa ma forse è tempo di fare in modo che lo diventi. C’è di meglio dell’estate?

Il nome deriva dalla fusione delle parole water e yoga. La temperatura consigliata dell’acqua è di 33-35 gradi quindi l’ideale sarebbe praticarlo in una piscina attrezzata per questo. Ma perché non provare anche in mare? Le posizioni yoga svolte in acqua non solo obbligano a controllare il respiro, ma facilitano anche movimenti più fluidi.

Altri benefici? Non si sovraccaricano le articolazioni, la spina dorsale si riallinea con maggiore facilità, i muscoli si rilassano e allungano meglio. È ideale anche per chi è in gravidanza e per chi è in sovrappeso.

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