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Cucina&Yoga, binomio perfetto!

Vi lasciate prendere dal panico quando dovete preparare un pranzo o una cena per voi importanti? I corsi di Yoga&Cucina potrebbero risultare utili, l’obiettivo, infatti, è quello di conciliare l’istintualità del cuoco con la calma del perfetto yogi. Su L’Espresso ho trovato un articolo davvero molto interessante su questo argomento, ho scoperto che la spiritualità parte anche dalla cucina, dal prendersi cura degli altri e del proprio ambiente.

Sharon Gannon, artista americana, coreografa, attivista per i diritti degli animali, ideatrice del metodo Jivamukti yoga e fondatrice di una catena di centri di meditazione e benessere, circa 30 anni fa, chiese al suo maestro, Randy Hall, come potesse trovare l’illuminazione e rimase delusa nel sentire la risposta: “In primo luogo, impara a cucinare, a pulire, a curare il giardino”. “Ero incredula – racconta nel suo libro di ricette ‘Simple Recipes for Joy’ – e in quel momento non ero in grado di prendere i suoi consigli sul serio perché non mi sembrava abbastanza spirituale. Cucinare? Ero una ragazza magrissima, impaziente, che provava disprezzo nel mangiare e stava cercando di ridurre il cibo al minimo, se non a vivere d’aria. Come ha fatto il maestro a pensare che avrei potuto mettermi a cucinare, fare pulizie o dedicarmi al giardinaggio?”. “La preparazione e cottura dei cibi è un atto magico, un potente processo alchemico, attraverso cui qualcosa trasforma in un’altra forma: i diversi ingredienti sono abilmente combinati e sottoposti agli elementi di acqua, fuoco e aria nelle giuste proporzioni, con i tempi giusti e gli opportuni incantesimi costituiti da buona intenzioni mentali, per arrivare a un pasto delizioso che soddisfa sia il corpo che l’anima”. Gannon sottolinea che “il cibo preparato in questo modo può anche produrre un cambiamento della percezione di sé e degli altri, dando speranza e incoraggiamento ad andare avanti con la vita”.

Il binomio Yoga&Cucina è una novità, gli esperti però lo stanno tenendo sott’occhio già un po’. Un paio di anni fa, lo scrittore Gadadhara Pandit Dasa, all’Huffington Post ha detto che praticare Yoga ha molti aspetti simili al cucinare e al mangiare. Se si cucina per qualcun altro, ad esempio, l’azione può contribuire a rimuovere l’egoismo che spesso logora le persone. Anche lo Yoga ha come obiettivo quello di purificare mente e cuore dalle energie negative. Nel cucinare c’è un “trasferimento di coscienza che crea un forte legame, tra chi cucina e se stesso, tra chi cucina e chi mangia, e, per i più spirituali, tra chi cucina e l’entità superiore”. In fondo, come ricorda Gadadhara Pandit Dasa, “il Bhagavad Gita, uno dei principali testi della spiritualità indiana, Krishna – o Dio – è molto chiaro al proposito: Se qualcuno mi offre con amore e devozione una pagnotta, un fiore, un frutto e acqua, lo accetterò”. In Italia recentemente c’è anche un corso in cui si sta ai fornelli ma anche sul tappetino per esercizi Yoga. Il connubio è nato da due amici, un cuoco e un insegnante di Yoga, Marco Gianfreda e Federico Insabato. Hanno creato Cookin’Yoga.

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