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Buoni propositi per il nuovo anno?

Stilare la lista dei buoni propositi per il nuovo anno non è poi così facile, soprattutto perché l’entusiasmo tende a scemare nel giro di pochi giorni (se non ore, in alcuni casi!): “Con tutta probabilità, la strategia è completamente sbagliata”, la risposta di Paul Marciano, psicologo comportamentale e autore di “Carrot and sticks don’t work” (www.paulmarciano.com).

“Il nostro mondo è definito dalle parole che usiamo. Per questa ragione, è importante cambiare quelle che utilizziamo per descrivere i nostri propositi per il nuovo anno, consiglia l’esperto come riporta D de La Repubblica.
“Può succedere di non essere riusciti a portare a termine qualcosa che ci eravamo prefissi, ma questa non può essere una ragione fallire adesso – prosegue  – Quindi, evitate di usare frasi che implicano questa possibilità, tipo: “Sto cercando di…”. Il vostro obiettivo, infatti, non è provare, ma riuscire”. Il secondo gruppo di parole a cui fare attenzione sono quelle che, a volte in modo subliminale, fanno sentire in difetto. “Il condizionale è un interprete perfetto. Verbi come “dovrei” dicono molto di più della parola stessa”. A questo proposito, bisogna riflettere anche sull’unità di misura utilizzata per valutare i propri progressi. “Le persone con una bassa autostima, tendono a porsi obiettivi troppo ambiziosi, per dimostrare che non li riescono a raggiungere. Oppure, troppo semplici, per confermare il loro disvalore, visto pensano che siano raggiungibili da chiunque”.

Marciano spiega che: “Una delle ragioni per cui tendiamo a non rispettare le risoluzioni è perché si tratta di obiettivi troppo generici. Le persone si focalizzano risultato finale, ma la verità, è che bisogna concentrarsi sui comportamenti che portano al risultato desiderato”. E inoltre consiglia: “Ci vuole una piattaforma per il cambiamento. Anche in questo caso, attenzione alle parole: date la precedenza a concetti positivi. Quindi, invece di “smettere di fumare”, proponetevi piuttosto di “prendervi cura della vostra salute” e dettagliate esattamente in che modo volete farlo e quali cambiamenti di abitudine dove introdurre per riuscirci”.

La motivazione poi è fondamentale: “Come nel caso delle sfide collettive, per esempio a compiere un certo numero di passi monitorati dai fitness tracker, pubblicizzare gli obiettivi evita il rischio di arenarsi. La pressione dei pari, infatti, è un grandissimo aiuto”.

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