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Diabete, come combatterlo a tavola

“InterAct”, uno studio che coinvolge 24 mila persone in otto nazioni europee, si ripromette di studiare come i fattori genetici e lo stile di vita, in particolare la dieta e l’attività fisica, interagiscano tra loro nello sviluppo del diabete di tipo 2. I partecipanti fanno parte di un folto gruppo di 350 mila persone coinvolte nello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), un progetto finanziato dalla Comunità Europea in corso in 10 nazioni europee.

La dottoressa Rosalba Giacco, Primo Ricercatore presso l’Unità di Nutrizione Umana e Metabolismo del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Diabetologia (SID) commenta alcuni risultati dell’InterAct oggetto di una presentazione all’EASD di Barcellona e di illustrare lo stato delle conoscenze in tema di prevenzione del diabete attraverso la dieta: “Prima di parlare della qualità  della ‘dieta’ e degli alimenti – esordisce la dottoressa Giacco – è molto importante sottolineare l’importanza di non esagerare nel consumo di calorie; ciò significa, ad esempio, preferire alimenti a basso contenuto calorico, rispetto a quelli ad alta densità di calorie. Nessun alimento va demonizzato, ma di certo quelli più energetici vanno assunti con molta moderazione. La dieta ha una grande importanza nella prevenzione del diabete, che non è affidata ad un singolo alimento, ma alla costruzione di un pattern alimentare corretto; e la dieta mediterranea resta ancora il modello di maggior successo”

Frutta e verdura devono essere una delle fonti principali della dieta, soprattutto i vegetali a foglia verde come spinaci, cardi indivia etc., e ortaggi a radice tipo carote, radicchio e barbabietole. Via libera alla dieta a chilometro zero che varia a seconda delle stagioni: “In primavera-estate, portiamo a tavola zucchine, melanzane, peperoni e carciofi – consiglia la dottoressa Giacco – in autunno-inverno, cavoli, broccoli e funghi. Questi alimenti sono ricchi di fibre che danno un senso di sazietà, rallentano la digestione e l’assorbimento degli zuccheri, riducendo in questo modo i picchi di glicemia dopo i pasti; stessa cosa per i grassi: le fibre legano i grassi e ne riducono l’assorbimento. Infine, frutta e verdura sono una fonte importante di vitamine, sali minerali e sostanze anti-ossidanti, come i composti polifenolici che riducono l’infiammazione e migliorano la sensibilità all’insulina”.

Per quanto riguarda i carboidrati vanno preferiti quelli che non provocano grandi escursioni glicemiche quali legumi e pasta, alimenti a basso indice glicemico; da limitare invece quelli ad elevato indice glicemico come il pane e la pizza. Un trucco per abbassare l’indice glicemico dei cibi è quello di addizionarli con beta-glucano o glucomannani, fibre idrosolubili viscose. In alternativa si può cercare un forno che faccia il pane come quello della nonna, cioè con la fermentazione acida. Ovvero si utilizza il lievito madre che, abbassando il pH del pane, rende l’amido più resistente all’idrolisi, cioè alla digestione. Un effetto simile si ottiene utilizzando starter batterici, in genere batteri lattici, per prodotti da forno lievitati.

La carne, in particolare quella rossa, aumenta il rischio di diabete. Ne va quindi limitandone il consumo. Meglio le carni bianche, mentre affettati come bresaola e prosciutto sono considerati alla stessa stregua delle carni rosse. Il pesce rimane un alimento utile per la salute in quanto ricco di grassi acidi Omega-3.

Il consumo dei prodotti derivati dal latte non riduce il rischio di diabete ma pare che un consumo dei derivati del latte fermentato, come yogurt e formaggi freschi, sembra essere efficace nella prevenzione del diabete. Le uova, fonte di colesterolo, vanno assunte con moderazione. Mentre le bibite e i soft drink sono pericolosi: uno studio ha stabilito che un soft drink zuccherato al giorno aumenta il rischio di diabete del 20%. La bevanda ideale rimane l’acqua.

Tè e caffè se consumati moderatamente aiutano a prevenire il diabete di tipo 2. In quanto hanno un’azione antiossidante e antinfiammatoria dovuta alla componente polifenolica. Alcol, in piccole quantità, pari a 10-20 grammi al giorno, ovvero 1 0 2 bicchieri di vino, può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di diabete. Attenzione, però, perché l’alcol è una fonte di calorie.

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2 commenti to "Diabete, come combatterlo a tavola"

  1. Pia ha detto:

    Ottimi consigli anche per me, grazie

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